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L’addomesticamento del gatto risale al 1600 - 1500
a.C.; furono gli antichi egizi ad accogliere per primi il
gatto nelle loro abitazioni, apprezzandone la sua abilità di
cacciatore di roditori che infestavano i granai. Presso
questo popolo il gatto veniva venerato come un dio, tanto che
la sua uccisione era punita con la morte, e quando il gatto
moriva era sepolto con tutti gli onori. Successivamente il
gatto come animale da compagnia si diffuse in Medio Oriente,
in India, in Cina e verso l’anno 1000 a.C. in Europa. Qui
la sua popolarita' conobbe periodi buoni, alternati a periodi
di vera e propria persecuzione, perche' identificato con il
diavolo. Oggi il numero dei gatti allevati dall’uomo per
compagnia e' in continuo aumento, il gatto e' sempre piu'
popolare, proprio per le sue caratteristiche. E’, infatti, un
animale pulito, riservato, affettuoso, ma indipendente, con
una forte personalita' , facilmente gestibile in casa, si
adatta meglio del cane alla vita indaffarata di oggi, e' un
gran giocherellone, e non dimentichiamolo, non ha ancora perso
la peculiarità che lo ha reso così popolare: l’abilità nella
caccia di piccoli roditori. Il gatto ha fama di essere un
animale poco sociale, ma la frequentazione con l’uomo ha
migliorato le sue capacità di interazione con gli altri gatti
e con il proprietario. |
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Per cui si
possono vedere colonie di gatti vivere in ambienti
ristretti come un appartamento, anche se questo
contrasta un po’ con le sue abitudini sociali. Infatti,
il gatto e' un animale territoriale, il territorio del
gatto e' formato da zone collegate tra loro, i cui
confini sono definiti da marche odorose (feromoni), e da
segnali visivi (graffi). In queste zone e' tollerata la
presenza di altri gatti e dell’uomo, fatta eccezione per
una zona detta core, adibita a luogo per la
toeletta e il riposo, e usata per il parto e
l’allevamento dei cuccioli dalle femmine, che di solito
non è condivisa. |