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IL CANE BUON CITTADINO
Corrado Sgarbi Veterinario Libero Professionista Torino
Summary

La convivenza tra zoomani e zoointolleranti non e’ certamente facile nelle nostre città. Il cane ,molto spesso ,funge da catalizzatore di queste diatribe fornendo ‘ spunti’ utili alle tesi di tutte e due le fazioni. Il problema potrà essere affrontato e ridimensionato solo attraverso un’educazione che coinvolga tutti I componenti della società cittadina: uomini e cani. L’assioma di partenza per poter operare un riavvicinamento tra le posizioni degli schieramenti deve essere : il cane deve essere considerato da tutti un membro rispettabile della collettività nella quale vive e quindi deve comportarsi come tale.  All’estero alcune nazioni hanno cercato di strutturare un programma per raggiungere questo scopo  e questo articolo propone alcune considerazioni in merito.

Probabilmente a causa dei ritmi imposti dalla vita cittadina l’uomo è sempre più  insofferente  nei confronti dei suoi simili; si è sempre meno disposti a prendere in considerazione il punto di vista altrui ,arrogandoci spesso la presunzione di avere la verità  in tasca su qualsiasi argomento.
Questo ’processo’ ha chiaramente coinvolto anche la convivenza con gli animali in città  e quasi sempre il confronto tra le varie idee del come si dovrebbe convivere con gli animali degenera in risse verbali.
E’ stato detto : ‘’..lo scontro tra le due fazioni ( zoomani e zoointolleranti ) diviene puntualmente un dialogo tra sordi, pieno di rancori e di reciproca insofferenza, pertanto gli animali diventano il capro espiatorio dell’incapacità  dell’uomo di dialogare con il proprio simile. Il conflitto tra zoomani e zoointolleranti è uno dei maggiori ostacoli allo sviluppo di un rapporto equilibrato con gli animali in città  ‘’. (Marchesini)
Non è una cosa né facile né rapida rompere questo circolo chiuso e costringere le persone a ragionare sulle situazioni reali e non su stereotipi immaginari poiché  questo comporta  modificare  la percezione dell’animale in tutte e due le ‘categorie’.
Bisognerebbe riuscire a cambiare alcuni comportamenti tipici delle  zoomanie  che, a volte, sono solo dei paravento presentabili dietro i quali si celano delle inconsce antropofobie (ma questa analisi ci porterebbe lontano e fuori del nostro ambito) e cercare di correggere i punti su cui si basano le idee di zoointolleranza. Il fine di un buon lavoro potrebbe essere quello di educare al rispetto reciproco e portare tutti i cittadini a considerare la presenza di animali in città  una ricchezza della collettività  in senso lato per gli amanti e i non amanti degli animali.
Uno dei bastioni usati dagli zoointolleranti per difendere le loro posizioni è fondato sul senso di minaccia che l’animale (e qui consideriamo solo il cane ) esercita nel loro conscio\inconscio. Il cane viene visto come minaccia per l’incolumità  fisica , come minaccia da un punto di vista igienico-sanitario , una minaccia alla quiete e tranquillità  personale. Credo che per assalire e smontare questo bastione sia necessario lavorare su due fronti. Il primo è sicuramente un’educazione che porti ad un corretto inquadramento delle problematiche che deve passare ,a mio avviso, attraverso una scolarizzazione nell’età  evolutiva di questa materia. Il secondo è la gestione consapevole ed equilibrata del cane da parte dei proprietari che devono tenere conto della possibilità  che il loro amatissimo animale non susciti uguali sentimenti in tutti gli esseri umani .
Su questi argomenti mi piacerebbe aprire un dibattito ,magari sulle pagine della nostra rivista, per valutare quali possano essere I migliori approcci ai problemi di ‘convivenza’ uomo-cane.
Come contributo iniziale prenderei in considerazione il programma americano del ‘’Cane buon Cittadino ‘’ iniziato dal Kennel Club Americano ( una sorta di nostra E.N.C.I.) nel 1989. Questo programma potrebbe essere utile per attaccare il ‘bastione’ sul fronte –minaccia all’incolumità  e tranquillità’ personale. In questa decina di anni  14 stati americani hanno deliberato leggi specifiche per  promulgare ufficialmente il programma ‘’Cane Buon Cittadino’’ (in sigla C.G.C.) dando alcune prerogative a questi cani come accessi in negozi , l’uso di mezzi di trasporto pubblici , l’ingresso in uffici della collettività , particolari condizioni di assicurazioni etc. oltre che a diffondere il concetto che questi soggetti sono ‘ realmente ‘ dei buoni cittadini . Sulla base di questo testo americano molti stati al mondo , tra cui Inghilterra, Australia, Giappone, Ungheria, Danimarca, Svezia, Canada, Finlandia, mediando le particolarità  nazionali di sensibilità , costumi e cultura specifica, hanno sviluppato un programma simile. Credo che anche in Italia si possa fare uno sforzo per vedere se è possibile plasmare alla nostra mentalita’-cultura-sensibilita’ un qualche cosa di simile.

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